Palazzo Marino
Oggi sede municipale, questo palazzo è
tra i più rappresentativi di Milano.
Nel 1572 era sicuramente conclusa la fronte verso piazza S.Fedele,
mentre solo abbozzate risultavano quella sulla stretta via che occupava
parte dell'attuale piazza della Scala e quella su via Marino.
Dopo varie traversie, nel 1860 l'edificio fu riscattato dall'Amministrazione
Municipale, che intraprese diverse opere di restauro (sistemazione
della fronte sulla nuova piazza della Scala).
L'esterno
Questo si presenta come un blocco allungato a tre piani sui lati lunghi
e a due su quelli brevi. Delle due fronti la più significativa
appare l'attuale retrofacciata.
Verso piazza S.Fedele ha tre ordini sovrapposti scanditi gradualmente
da colonne che affiancano, a loro volta, finestre a spalle bugnate,
a falso balcone, timpano spezzato, a timpano triangolare.
L'interno
Il cortile presenta un portico retto da colonne tuscaniche binate
cui è sovrapposta una loggia con archi a tutto sesto fra
pilastri scavati da nicchie e delimitati da erme reggenti tabelle.
La Sala dell'Alessi, già detta delle Feste, conserva una
tenue immagine cinquecentesca.
Navigli
Tra i viali Gabriele D'Annunzio e Gorizia si
estende il bacino della Darsena, nodo del vasto sistema fluviale
e di canali di Milano. Vi confluiscono il fiume Olona (ora coperto)
ed il Naviglio Grande; ne defluiscono il Naviglio Pavese ed il Ticinello.
La Darsena fu costruita dal governatore Spagnolo conte Fuentes,
nel 1603, per agevolare il trasporto delle merci in città.
Mangiare
A Milano si può mangiare di tutto: dai
cibi provenienti dalle varie regioni italiane a quelli provenienti
dai vari paesi europei ed extraeuropei. Ma in fatto di cucina Milano
ha le sue antiche tradizioni che, nonostante le nuove abitudini,
riescono ancora a sopravvivere.
Dall'antica cucina milanese, elaborata e gustosa, rimangono: il
risotto allo zafferano, il risotto alla certosina, il minestrone,
la polenta pasticciata, la cotoletta alla milanese, la "cazzoeula",
l'ossobuco, la busecca, i "mondeghini", il vitello tonnato,
il "rostin negaa", i brasati, gli stufati. Fra i dolci,
l'unica specialità di rinomanza mondiale è il panettone.
Così
nacque il Panettone
Sulla nascita del panettone, tipico dolce di Milano, si racconta
questa leggenda:"Il pan del Toni". Alla corte di Ludovico
Sforza, nel castello, una vigilia di Natale, tra musiche, canti
e giochi di buffoni, era in corso un cenone che avrebbe dovuto concludersi
con un favoloso dolce, preparato dal capo-cuoco secondo una segretissima
ricetta.
Per errore o per distrazione, il delizioso dolce si bruciò.
In cucina, mentre il capo-cuoco si disperava, Toni, uno sguattero,
prese gli avanzi della pasta del dolce bruciato, vi aggiunse frutta
candida, spezie, uova, zucchero, confezionò un "nuovo"
dolce e propose di servirlo. Sembrava una focaccia, ma non c'erano
alternative. Sistemato su un grande piatto, il nuovo dolce fu portato
in tavola dove, dopo le prime perplessità, ebbe un grande,
inatteso, successo. Ludovico si congratulò con il capo-cuoco
e il pan di Toni, chiamato poi Panettone, divenne il dolce tipico
della città.
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