Castello sforzesco
Essenza della Milano rinascimentale, il castello fu costruito per
la famiglia Sforza nel secolo XIV°.
Nel tempo il castello subì varie trasformazioni. Divenne
tra l'altro la residenza principale di Ludovico il Moro, il quale
chiamò artisti e pittori tra i più noti dell'epoca
per trasformare la rocca in un elegante corte.
Oggi lo splendido Castello Sforzesco, dominato dalla torre del Filarete,
é sede di istituzioni culturali e musei.
La nascita del fortilizio
Bernabò e Galeazzo, fecero erigere nel 1358-68, a ridosso
delle mura trecentesche, un castello. I suoi successori alla testa
del ducato aggiunsero quindi una cittadella esterna alle mura, e
accrebbero la sua importanza anche residenziale.
La nuova fortezza, che utilizzò in gran parte le preesistenti
fondazioni, fu eretta su pianta quadrata e munita di quattro torri
angolari.
Dal 1452 si affidarono al Filarete il progetto della torre dell'Orologio,
del rivellino di difesa dell'ingresso e, più in generale,
del prospetto verso la città, con la costruzione del 1455
dei due massicci torrioni verso la città i cui muri perimetrali
(sette metri di spessore) furono rivestiti di bozze di sarizzo a
punta di diamante; allo stesso tempo si procedeva attorno agli edifici
della Rocchetta e della Corte ducale. Nel 1466, alla morte dello
Sforza, il Castello si presenta sufficientemente difeso e organizzato.
Da
piazzaforte militare a dimora signorile
Il duca si occupava personalmente delle decorazioni interne, mentre
all'esterno, contemporaneamente all'erezione del portico della corte
ducale, ampliava il giardino. La sua opera si interruppe nel 1476,
ma fu ripresa da Ludovico il Moro, che iniziò a reggere il
ducato per conto del piccolo Gian Galeazzo Sforza. Leonardo affrescò
varie sale dell'appartamento ducale. Schiere di pittori minori affrescarono
l'intera sala della Balla con le gesta di Francesco Sforza.
Luogo di assedi
Nel 1499 il tradimento di Bernardino da Corte aprì le porte
del castello alle truppe francesi di Luigi XII. Vi si aggiunse in
quel periodo in baluardo allungato, detto tenaglia, forse progettato
da Cesare Cesariano. Per uno scoppio di polveri, crollò la
torre del Filarete.
Una straordinaria piazzaforte
Alla morte di Francesco II Sforza (1535) l'eredità di quella
famiglia passò sotto il controllo spagnolo.
Dal 1550, con la collaborazione di Vincenzo Seregni, si diede luogo
al nuovo sistema difensivo esterno, basato su una pianta pentagonale
e poi esagonale cui i baluardi davano l'aspetto di una stella a
sei punte; esse divennero in seguito dodici.
Ai primi dei seicento si completarono i fossati e la " strada
coperta " al fine di isolare del tutto il castello della città.
Nel
1707 il castello cede, dopo un lungo assedio, alle truppe del principe
Eugenio di Savoia.
La facciata, con un lato di metri 200, é dominata al centro
dalla torre dedicata a Umberto I. Alta 70 metri, reca un orologio
e, sotto l'imposta della prima merlatura, una statua di S. Ambrogio
fra grandi stemmi. Sopra il portone, un bassorilievo raffigurante
Umberto I a cavallo. Le merlature delle cortine e le bifore con
le cornici in cotto sono rifacimenti progettati da Beltrami, che
rialzò anche le torri cilindriche angolari rivestite di bozze
di sarizzo a punta di diamante.
Sul fianco sinistro, al di là della
porta Vercellina o di Santo Spirito, sono gli avanzi di un rivellino
che si collegava al recinto della Ghirlanda. I torrioni angolari
posteriori sono di forma quadrata. Sul lato opposto alla fronte
si apre la porta del Barco. Sul fianco destro la ponticella di Ludovico
il Moro attraversa con due archivolti il fossato collegandosi un
tempo alla Ghirlanda.
L'interno
Dal portone della torre del Filarete si entra nel vasto cortile.
Sul lato destro si trova una sfilata di avanzi ricomposti di antiche
case milanesi. Nel cortile sono anche custoditi materiali d'epoca
romana.
Sul lato opposto a quello dell'ingresso si trova la statua di S.
Giovanni Nepomuceno. Il Fossato morto corrisponde al tracciato del
Naviglio che correva esternamente alle mura trecentesche della città.
Dal fossato si leva il gruppo di edifici che formarono il primo
ampliamento del castello. Una porta, sormontata da un grande stemma
sforzesco, immette in un vestibolo, con sculture e frammenti appartenenti
a vari edifici milanesi.
Le civiche raccolte d'arte antica
Dopo l'ingresso, segna l'inizio del percorso espositivo l'arco della
pusterla dei Fabbri, dalla cinta muraria eretta nel XIV sec. da
Azzone Visconti.
Orario di visita: dalle 9.30 alle 17.30; chiuse al lunedì
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