San
Lorenzo
Costuita alla fine del 4° sec. d.C., si inserisce nel periodo
storico nel quale l'impero romano decade, mentre nasce il Sacro
Romano Impero.
La chiesa é a pianta centrale ed é preceduta da un
ampio quadriportico. All'esterno la forma assomiglia ad un quadrato
con i lati trasformati in ampie curve, e in corrispondenza di ogni
angolo si levano dalle torri che contrastano il peso della cupola
che copre il grande vano centrale.
Questo, di fronte alle pareti curve si dilata in quattro esedre
(spazi interni o esterni praticati per intrattenersi a conversare,
incorniciati da arconi sui quali appoggia il tamburo, la base della
cupola, a forma ottagonale). Le esedre comprendono due ordini architettonici
sovrapposti di arcate.
La cupola é del 1573 é il suo interno presenta elementi
romani di ordine classico.
La pianta della chiesa é complicata dalla presenza di fronte
all'ingresso dalle capella ottagonale di S. Ippolito, a sinistra
di quella di S Satiro e a destra di quella di S. Aquilino.
Sebbene naturalmente molto diversa dal IV secolo, quando era il
maggiore edificio a pianta centrale dell'Impero Romano d'Occidente,
San Lorenzo è ancora oggi piuttosto fedele alle sue origini
architettoniche paleocristiane. La ricostruzione della basilica,
condotta fra 1573 e 1619 su un ottimo progetto di Martino Bassi,
non le ha cancellate.
All'interno, cappelle di varia epoca e struttura disegnano un motivo
a raggiera: la cappella di Sant'Aquilino è un ex mausoleo
del IV secolo, con resti delle sue antiche decorazioni a mosaico.
Era in piazza Vetra, alle spalle di San Lorenzo, che avvenivano
le esecuzioni capitali.
Davanti alla chiesa si trovano le colonne di San Lorenzo.
Sant'Eustorgio
Di origini paleocristiane, ricostruita una prima volta nell'XI°
secolo e poi di nuovo nel XII° e nel XIII°, la chiesa di
Sant'Eustorgio è retta sin dal 1220 dai monaci domenicani.
Vi si conservano supposte reliquie dei Re Magi, trafugate nel Millecento
da Federico Barbarossa ma parzialmente restituite qualche decennio
fa.
Da dietro l'altare maggiore si può passare nella magnifica
Cappella Portinari. Edificio strutturalmente autonomo rispetto alla
chiesa vera e propria, questa testimonia del Rinascimento fiorentino
importato qui dai suoi committenti: Pigello Portinari rappresentava
infatti a Milano la famiglia bancaria dei Medici.
Se non bastasse la centrale, trecentesca Arca di San Pietro Martire,
opera di Giovanni di Balduccio, ci sono anche i bellissimi affreschi
quattrocenteschi di Vincenzo Foppa, che raccontano le Storie di
San Pietro Martire.
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