La citta' di Milano e lo Stadio - 2



 Sant'Ambrogio 
La basilica di S. Ambrogio, il maggiore fra i monumenti dell'architettura romanica in Italia, fu iniziata nella prima metà del IX secolo e terminata alla fine del XII secolo.
In origine l'edificio era paleocristiano, venne consacrato nel 386, e aveva un impianto longitudinale con una larghezza di 26 metri e una lunghezza di 53,40 metri; era suddiviso in tre navate con due ordini di colonne, tredici per ordine; Ambrogio vi venne sepolto alla sua morte, avvenuta nel 397. Nella prima metà del secolo IX, il vescovo Angilberto II, fece dare una più degna sepoltura al patrono di Milano ed ai martiri Gervasio e Protasio; furono levate le reliquie dai due loculi sottostanti l'altare maggiore per riunirli in una unica urna murata sopra le antiche sepolture e disposta a sostegno dell'altare. L'arcivescovo donò allora alla basilica il famoso altare in lamina d'oro e gemme.
Sempre durante il periodo del vescovo Angilberto fu aggiunto il nartece davanti alla facciata. Con l'arcivescovo Ansperto, per rendere più difendibile l'accesso alla basilica, fu edificato il grandioso porticato a pianta rettangolare, ricostruito nell'XI secolo, che ha grandezza pari a quella della chiesa. Nella prima metà dell'XI secolo avvenne la trasformazione della basilica in forme romaniche: l'originale copertura a capriate fu sostituita con la copertura a volte, la navata centrale fu divisa in tre campate con volte a crociera quadrate. La quarta campata, venne coperta da un tamburo ottagonale in muratura con soffitto in legno; le navate laterali ebbero volte a vela; le colonne monolitiche furono modificate e ridotte in forma di pilastri e furono costruiti, sulle navate laterali, i matronei.
Dalla fine del secolo XI alla metà del secolo XII fu operata la trasformazione della copertura del tiburio, in legno, sopraelevato con l'aggiunta di una cupola ottagonale in muratura, e fu eretto il campanile sulla sinistra della facciata (1128-1144) detto "dei canonici"; rimase incompiuto dal secolo XII fino al 1897.
Il campanile, a base quadrata, grandioso e diviso in piani da una teoria di archetti pensili in cotto, si distacca dall'altro, "dei monaci", più tozzo e spoglio di ogni decorazione.
Con la nomina, nel 1395, di Gian Galeazzi Visconti a duca di Milano, inizia un periodo assai prospero per la città e conseguentemente anche per la basilica di S. Ambrogio che si arricchisce di numerose opere di scultura, pittura e oreficeria.
Nel 1473 fu costruito l'Oratorio della Passione affrescato da Bernardino Luini e nel 1497 la Cappella di S. Michele accanto al campanile "dei canonici". Nel 1492 Ludovico il Moro diede l'incarico al Bramante della costruzione della nuova Canonica.
Il cardinale Ascanio Sforza chiamò alla basilica i monaci cistercensi di Chiaravalle che in breve tempo, con la loro opera, fecero rifiorire il monastero e ripresero i lavori lasciati dal Bramante.

Nel 1864, dal sarcofago furono tolte le reliquie di S. Ambrogio e dei due martiri, che vennero poi sistemate in un'urna di bronzo e di cristalli.
L'interno della basilica quale ci appare appena discesi i gradini che portano al piano del pavimento, allineato nel 1868 al livello originale, ha un fascino particolare.
Una suggestione nasce dal senso di forza, di robustezza delle strutture che, trova una "compensazione" nel sapiente gioco delle luci e delle ombre attraverso i pieni e i vuoti delle masse murarie, nell'alternanza dei materiali capaci di movimentare e animare le forme architettoniche.
L'immagine della basilica della XI secolo ci appare solida e massiccia e nel contempo variata e proporzionata nella sua partitura in campate scandite da pilastri che separano le navate. Quella centrale, poco illuminata, dà impressione di una pesante corporeità; il susseguirsi delle campate procede regolare fino al coro, la copertura della campata orientale, si differenzia dalle altre perché costituita da un tiburio ottagonale con finestre e cupola a spicchi: essa costituisce, l'unica fonte luminosa in tutta la navata.

Il sistema costruttivo é formato da una successione di alti pilastri compositi, con volte a crociera. Tra un pilastro e l'altro si aprono quattro archi minori, due nella navata e due nei matronei. Tutta la costruzione della basilica, infatti, è rigorosamente unitaria salvo l'abside e il presbiterio preesistenti. Il ciborio é rappresentato da un tempesto a base quadrangolare appoggiato su quattro colonne.
Sotto il ciborio é l'altare, del 1835: la decorazione é in oro laminato, argento dorato e argento intarsiato con pietre preziose, perle e smalti tipici dell'arte longobarda. I due frontoni maggiori sono divisi in tre grandi settori: i due laterali svolgono temi narrativi, scene della vita di Cristo e di S. Ambrogio, mentre nelle parti centrali sono composizioni simboliche. I lati minori presentano una divisione per linee diagonali attorno a una croce gemmata, al centro, con figure di santi e angeli.

Altro capolavoro della scultura medioevale lombarda presente in S. Ambrogio é il pulpito, riccamente decorato e ornato da un intreccio di figure animali e umane scolpite a bassorilievo.
Alla cripta, che in S. Ambrogio si estende sotto il coro per tutta la lunghezza, si accede attraverso un portale barocco: in essa sono riposte le spoglie di S. Ambrogio e dei martiri Gervasio e Protasio.
Dalla navata di destra della basilica di S. Ambrogio si accede al Sacello di S. Vittore, innalzata su una cripta sopra la tomba del santo, a pianta quadrata con abside semicircolare.
La cupola é ricoperta da mosaici su fondo d'oro con il busto di S. Vittore.

La chiesa, intitolata al santo protettore di Milano, è un esempio da manuale di architettura romanica dei secoli subito successivi all'anno Mille.

Oltrepassato l'ampio cortile sul davanti, potete far caso alle proporzioni interne: ogni quadrato della navata centrale è grande esattamente come quattro di quelle laterali.

Ricordatevi anche di notare il magnifico pulpito del Millecento e in fondo, sotto un ciborio del IX secolo, l'altare d'oro decorato con metalli preziosi e smalti. A sinistra, si può uscire a visitare il Museo della basilica di Sant'Ambrogio.

Nel quartiere si trova anche il Museo della Scienza e della Tecnica, il migliore e più grande del paese. Trova spazio in un ristrutturato ex monastero rinascimentale, la cui chiesa subito accanto, San Vittore, merita a sua volta di essere visitata almeno per la ricchezza di stucchi e affreschi.


Museo della basilica di Sant'Ambrogio
· piazza Sant'Ambrogio 15
· Metropolitana: Sant'Ambrogio (linea 2 verde)
· tel. 02 86450895
· Aperto dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17
· Chiuso al martedì e nelle mattine di sabato e festivi

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